TitoloPreludio
NumeroIV, 3
Autore del testo Raffaele Salustri
Luogo e data di composizioneante 1886
Indicazioni supplementarifa parte della raccolta Polychordon, di cui è brano introduttivo
Dedicaa S.M. Margherita di Savoia, Regina d’Italia
Linguaitaliano
Organicovoce recitante e pf
Chiave della linea vocale
Tonalità incipitMi maggiore
Ritmo incipit6/8
Tempo o indicazione agogica incipitAllegretto moderato
Numero battute49
Limite grave
Limite acuto
Estensione complessiva
Fonte manoscritta autografo (luogo, anno, collocazione)
Edizione (Editore, luogo, anno)Lucca, Milano (n. ed. n35581n)
Testo integraleQuando sfiori le corde, come un trillo giocondo
Parmi d’udir ne l’umida calma d’estivo albor;
E le tue note scendono, come da un cielo biondo
Pioggia di stille tremule su gli assetati fior.

Quando lenta e sommessa le meste corde tocchi,
Tu l’elegia mi narri d’una passione allor
Sognata da un poeta, con le lagrime agli occhi,
Tra i sussulti d’un gaudio e l’ansie d’un dolor.

Segui, giovine mia, come un sospiro, aleggi
Fra i concenti un pensiero dolce, consolator;
ne la blanda carezza de’ tuoi solenni arpeggi
un amore immortale io vo’ sognare ancor.

Io vo’ sognare un placido tramonto, un’armonia
Lamentosa di squille fra lontani vapor,
E una preghiera, un inno pien di malinconia,
Che salga nel ciel con l’ultimo raggio del sol, che muor!…

Ma l’arpa si risveglia: son onde melodiose,
Sono ali luccicanti in un vago tepor,
Son bisbigli d’augelli tra festoni di rose
Ondeggianti in un nembo d’allegrezza e d’odor.

Ma l’arpa si risveglia: l’eco risuona intorno
Voluttuosa; è l’eco d’una epopea d’amor,
È il bacio di due anime in un divino giorno
Perdute in un immensa oasi d’azzurro e d’or.
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