TitoloDormiveglia
Numero32-1
Autore del testo Giuseppe Lipparini
Luogo e data di composizione— , 1921
Indicazioni supplementari
DedicaAlla Signora Agostini-Bitelli e alla Signorina D’Ajùtolo
LinguaItaliano / Francese
OrganicoVoce Pianoforte
Chiave della linea vocaleSol
Tonalità incipitMi b M
Ritmo incipit6/8
Tempo o indicazione agogica incipitLentamente, ed esitante
Numero battute58
Limite graveSib2
Limite acutoLab4
Estensione complessiva14ma
Fonte manoscritta autografo (luogo, anno, collocazione)
Edizione (Editore, luogo, anno)Ricordi, Milano, 1925
Testo integraleChi mi destò, chi mi destò nell’ angolo/
remoto, chi chiamò senza parole/
ma con si lenta e lunga melodia/
Non sentii più chiara melodia/
come quella che canta la tua bocca./
Tu dividi col canto il tempo immemore/
ed ogni cosa s’anima del tuo canto/
ed è un canto tutta la tua vita…anche l’amor/
Ma dimmi: che farai quando ‘l verno sarà torbido?/
Che farai quando i frutti son caduti?/
Che farai quando morti sono i fiori sotto la brina? Non canterai più/
e la vita sarà come una tomba/
cui vanamente i giorni intorno scendono/
e il mio cuor dormirà sotto le fronde/
dimentico ormai degli usignuoli/
e delle calde notti senza luna/
e del tuo fiato…/
Non canterai mai più./
il cuor dormente?/
Ecco, sei tu, sei tu, che scendi il colle,/
mentre su l’orlo della valle passano/
portati in grembo al caldo vento i nuvoli,/
e il giorno trascolora, e il cielo è pallido,/
e i lauri son più verdi nel pallore,/
e la luce del sol sembra palpabile,/
come la chioma sciolta in cui la mano/
trema, e s’oblia./
Perchè il tuo fiato è si dolce, è si dolce?/
Parmi sentir l’odor del rosmarino/
fresco sotto la goccia di rugiada,/
quando la luna è tramontata, e il cielo/
sembra morire.
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Metadatihttps://imslp.org/wiki/6_Liriche_(Alfano%2C_Franco)