TitoloBallata
NumeroL21 – RZ (Catalogo delle opere di Zandonai) 116
Autore del testo Lorenzo Stecchetti (pseudonimo di Olindo Guerrini, 1845-1916)
Luogo e data di composizioneSacco (Rovereto, TN) ?.09.1898
Indicazioni supplementariÈ il testo più lungo musicato da Zandonai e, nonostante la forma ballata ammetterebbe l’uso di ritornelli, il compositore sceglie la soluzione durchkomponierte, usando più di una dozzina di indicazioni di tempo differenti che avvicinano la composizione ad una scena d’opera.
Dedica
LinguaItaliano
OrganicoVoce e pianoforte
Chiave della linea vocaleSol
Tonalità incipitDo maggiore
Ritmo incipitC
Tempo o indicazione agogica incipitModerato
Numero battute132
Limite graveLa2
Limite acutoMi4
Estensione complessiva12ma
Fonte manoscritta autografo (luogo, anno, collocazione)Partitura vergata a penna su 9 pp.
Edizione (Editore, luogo, anno)Edizioni Curci, Milano, 2021
Testo integraleDisse il fantasma — Non mi ravvisi?/
eppure io piansi tanto per te;/
eppure un giorno per te m’uccisi/
e il sangue corse fino ai tuoi piè!//
M’avevi dato la tua promessa/
quando al meriggio saliva il dì/
e la tua porta, la sera istessa,/
ad un amante nuovo s’aprì.//
Dormono i morti, ma veglia il fato/
che nella notte li fa levar/
e il giuramento dimenticato/
ti vien dai lieti sonni a strappar.//
Hai pur giurato che mi saresti/
eternamente grata e fedel:/
or la parola che me ne desti/
tenermi deve entro l’avel.//
Lascia le piume, sali la groppa/
meco di questo nero corsier/
che nella notte chiara galoppa/
verso le croci del cimiter.//
Gli occhi di fuoco schizzano lampi/
sotto la frusta, sotto lo spron;/
passa le case, vola sui campi,/
ma i piè ferrati non danno suon.//
Perchè alla briglia stendi la mano?/
Perchè, mia bella, gridi cosi?/
Il mio sepolcro non è lontano,/
vi giungeremo prima del dì.//
Oh! come bene vi posan l’ossa/
nella mollezza del pingue suol!/
Che larghi fiori copron la fossa/
sotto gli ardenti baci del sol!//
Croci di ferro, colonne mozze,/
quanto l’umano dolor vi alzò./
Ah! che giocondo letto di nozze,/
Bella, il tuo sposo ti preparò!//
Ecco, la pace del cimitero/
la tua promessa mi manterrà./
Senza memoria, senza pensiero,/
vi dormiremo l’eternità! —
Informazioni su testo poeticoIX. Veglia romantica, in II. Interludium, in Adjecta, in Le Rime, Bologna Zanichelli, 1903, pp.407-408
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