TitoloI due tarli
NumeroL80 – RZ (Catalogo delle opere di Zandonai) 89
Autore del testo Herbert Alexander St. John Mildmay
Luogo e data di composizione16.02.1904
Indicazioni supplementariLa lirica presenta tre fonti manoscritte autografe.
DedicaAll’amico Augusto Barattani
LinguaItaliano
OrganicoVoce e pianoforte
Chiave della linea vocaleSol
Tonalità incipitLab minore
Ritmo incipit4/4
Tempo o indicazione agogica incipitGrave
Numero battute51
Limite graveMib3
Limite acutoFab4
Estensione complessiva9na
Fonte manoscritta autografo (luogo, anno, collocazione)A1: partitura vergata a penna su 5 pp.;
A2: bella copia con frontespizio, partitura vergata a penna su 6 pp.;
A3: in Quaderno milanese, assemblato nel 1903-1904, (19 di 20 liriche), partitura vergata a penna su 6 pp., con indicazioni per la stampa.
Edizione (Editore, luogo, anno)E1: Associazione Italiana di Amici della Musica, 1907;
E2: Ricordi & Co., Milano, 1913
E3: Edizioni Curci, Milano, 2021
Testo integraleIl tarlo della vecchia biblioteca/
Disse al tarlo laggiù nel campo santo:/
— Era grande, era saggio e l’hanno pianto;/
Dimmi, che fa ne la sua fossa cieca? —//
Dorme tra i fori su di lui versati,/
Ma nel cervello suo superbo e muto/
Striscio rodendo e nelle celle scruto/
I germi dei pensieri ancor non nati.//
Ma tu stesso che fai? — Sullo scaffale/
lo rodo il grande libro ch’egli scrisse,/
Cui profuse i pensier mentre che visse,/ 
Sperando che l’avria reso immortale://
Rodi, fratello, nel terren fecondo,/
Rodiamo la materia ed il pensiero,/
Rodiamo nel silenzio e nel mistero;/
Innanzi a noi dovrà crollare il mondo! 
Informazioni su testo poeticoin Rime e leggende, Milano, La poligrafica, 1903, p.15
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