TitoloL’Ora
NumeroL23 – RZ (Catalogo delle opere di Zandonai) 114
Autore del testo Ada Negri (1870-1945)
Luogo e data di composizioneSacco (Rovereto, TN) probabilmente ?.09.1898
Indicazioni supplementariRichiamando la struttura dell’appena precedente Ballata, la frammentarietà messa in campo sembra richiamare una scena drammatica piuttosto che una lirica da camera.
Dedica
LinguaItaliano
OrganicoVoce e pianoforte
Chiave della linea vocaleSol
Tonalità incipitSol maggiore
Ritmo incipit12/8
Tempo o indicazione agogica incipit
Numero battute62
Limite graveRe3
Limite acutoLa4
Estensione complessiva12ma
Fonte manoscritta autografo (luogo, anno, collocazione)Partitura vergata a penna su 6 pp.
Edizione (Editore, luogo, anno)Edizioni Curci, Milano, 2021
Testo integraleCala qual nembo sul mio cor di vergine/
L’ora sacrata della passïone:/
È notte e nelle tenebre/
Cova un incanto di perdizïone:/
Tu che dormi da me si lontano,/
È notte e tu non sai,/
Ch’io, bianca in volto e colle mani in croce,/ 
Chiedo il tuo bacio invan.//
Mai più, mai più ne’ miei grand’occhi il raggio/
Di questa prorompente giovinezza/
Sorriderà sì fulgido,/
E le mie labbra avran questa dolcezza:/
Mai più l’acceso spirto/
A te verrà con vïolento grido,/
Come augel che trillando ai boschi, ai ciel,/
Ebbro si slancia al nido.//
Il desiderio mio nell’ombre tacite,/
Rogo e martirio, lampeggiando avvampa:/
Ma l’ora passa — e spegnesi,/
A poco a poco, la solinga vampa./
L’alba, triste nei veli,/
In un pallore di sudario spunta:/
Perduta è l’ora della nostra ebbrezza:/
Essa morì consunta.
Informazioni su testo poeticoin Tempeste, (I ed. 1895), Milano, Fratelli Treves, 1896, pp.129-130
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